Smettere di allattare al seno comporta alcune conseguenze documentate, sia per la madre che per il bambino. Ad esempio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle sue linee guida sull'allattamento, sottolinea chiaramente i benefici dell'allattamento materno esclusivo per i primi 6 mesi di vita del bambino e proseguito fino a 2 anni, evidenziando i rischi conseguenti alla mancata lattazione. Allo stesso modo l'American Academy of Pediatrics raccomanda fortemente l'allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi di vita del bambino e proseguito oltre, citando le possibili ripercussioni negative sulla salute in caso di interruzione precoce. Tra queste un incremento del rischio cardiovascolare, di obesità e di diabete di tipo 2 per la madre.
Per il neonato, non ricevere il latte materno è associato a un minor sviluppo del sistema immunitario e cerebrale, oltre a un aumento del rischio di gastroenteriti, allergie e obesità nel lungo periodo. Anche lo sviluppo linguistico e cognitivo può risentirne.
Per la mamma, la mancata produzione di latte porta a un più lento ritorno dell'utero alle dimensioni originarie e a un minor rilascio di ossitocina, con effetti negativi sul tono dell'umore e il legame con il bambino. Aumenta anche il rischio a lungo termine di tumori, diabete e ipertensione. Nonostante i benefici documentati dell'allattamento materno, la percentuale di madri che scelgono di non allattare è ancora significativa.
Secondo i dati UNICEF, a livello globale il 40% delle donne non allatta esclusivamente nei primi 6 mesi di vita del bambino. In Italia, l'ISTAT riporta che il 15% delle madri non allatta affatto, mentre il 69% allatta per meno di 6 mesi.
Le motivazioni dietro questa scelta variano da problemi concreti legati alla produzione di latte alla volontà di non limitare le proprie attività. Pesano anche fattori culturali che vedono l'alimentazione artificiale come una scelta "più comoda". Sebbene la comunità scientifica raccomandi fermamente l'allattamento esclusivo almeno per i primi 6 mesi, è importante che ogni donna prenda la decisione sull'allattamento in modo consapevole e informato, tenendo in considerazione i pro e i contro per madre e bambino.