La fase avanzata dell’Alzheimer equivale ad uno sviluppo completo dei sintomi, che giungono a manifestarsi in forma severa e costante. Il paziente, a questo punto, non è più in grado di provvedere autonomamente a se stesso ed ai propri bisogni fisiologici: le sue capacità cognitive, infatti, risultano ormai del tutto danneggiate, il che si traduce in gravi deficit in fatto di memoria, linguaggio, comprensione, ragionamento e giudizio.
A ciò si aggiungono sbalzi di umore ed episodi di delirio e paranoia sempre più frequenti.
Tra i nuovi sintomi, invece, vi sono:
- difficoltà di deglutizione;
- incontinenza;
- perdita di peso;
- perdita di controllo motorio, con conseguente tendenza all’immobilità.
Nello stadio finale o avanzato, il malato di Alzheimer va incontro ad ulteriori complicanze derivanti dalla difficoltà (o impossibilità) di muoversi e comunicare con il mondo esterno.
Il paziente, ad esempio, non riesce ad allertare i familiari (o gli operatori) in caso di dolori, fastidi o effetti collaterali provocati da farmaci somministrati per altre patologie, rendendo difficile un’eventuale diagnosi e dilatando i tempi di intervento.
Inoltre, con il sopraggiungere della sintomatologia tipica della fase avanzata dell’Alzheimer, aumentano le probabilità di incorrere in:
- polmoniti e broncopolmoniti da inalazione ed altre infezioni delle vie respiratorie;
- disidratazione;
- malnutrizione;
- diarrea o, al contrario, costipazione;
- fratture (dovute a possibili cadute o incidenti domestici);
- piaghe da decubito.
Il morbo di Alzheimer ha come esito il decesso del paziente. Ciò può verificarsi sia per un lento decadimento delle funzioni cerebrali – processo che, in genere, impiega dai 3 ai 10 anni per giungere al termine – sia per complicanze dovute alle infezioni respiratorie e/o ad altre patologie correlate all’invecchiamento: ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari, ecc..