L’intervento chirurgico - consigliato da una fetta di specialisti, specialmente nei casi più gravi - non è l’unica via percorribile per curare la sindrome del tunnel carpale e dare sollievo al paziente. Ad oggi, infatti, esiste anche un approccio detto “conservativo” (o
terapia conservativa), che esclude qualsiasi trattamento invasivo, prediligendo tecniche indolori e a basso rischio.
Dobbiamo precisare, tuttavia, che tale approccio è utile se la malattia si trova ancora in uno stadio iniziale - ovvero se la diagnosi avviene entro un lasso di tempo non superiore a sei-dieci mesi dalla comparsa dei primi sintomi - il dolore è tollerabile e non sussistono particolari complicazioni. In queste circostanze la terapia conservativa può aiutare a ridurre i sintomi e rallentare la progressione della sintomatologia.
Vediamo, quindi, come gestire la sindrome del tunnel carpale senza ricorrere alla chirurgia, in cosa consiste la terapia conservativa e quali vantaggi offre.
1. Tutore per il polso
Indossare un tutore per il polso, in particolare durante il sonno, aiuta a mantenere una posizione corretta, evitando che dolore e formicolii si intensifichino. I benefici, tuttavia, non sono immediati: occorre utilizzare il prodotto con regolarità, anche per diverse settimane consecutive.
2. Riposo e ripresa graduale delle attività
L’articolazione del polso va mantenuta a riposo per evitare movimenti errati ed accelerare i tempi di recupero. Si consiglia, dunque, di sospendere per alcuni giorni tutte quelle attività che rischiano di sollecitare la parte (ad esempio: stringere le mani o usare il mouse per il computer), fino a che i sintomi non si attenuano fino a scomparire del tutto. Terminato il periodo di “pausa”, il ritorno alla normalità dovrà essere quanto più lento e graduale.
3. Applicazione di ghiaccio
Gli impacchi di ghiaccio hanno un utile effetto antinfiammatorio, contribuendo così ad attenuare il dolore e l’intorpidimento della zona. L’applicazione, della durata di 15-20 minuti circa, andrebbe ripetuta almeno 4-5 volte al giorno.
4. Fisioterapia ed esercizi
Fisioterapia ed esercizi, in particolare stretching e movimenti rotatori del polso, giocano un ruolo determinante nella gestione della sindrome del tunnel carpale. Permettono, infatti, di allentare la tensione a carico dei tendini flessori che attraversano il canale, in modo tale da decomprimere il nervo mediano.
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5. Terapia farmacologica
In alcuni casi, per “spegnere” l’infiammazione e ridurre il dolore, è opportuno somministrare anche una
terapia farmacologica. I medicinali comunemente prescritti appartengono alle due seguenti categorie: FANS (ovvero antinfiammatori non-steroidei, es. paracetamolo) e corticosteroidi.
I primi, generalmente assunti per via orale, sono indicati per i pazienti che presentano una sintomatologia da lieve a moderata. I secondi, invece, vengono somministrati solitamente come infiltrazione tramite
iniezione locale, ragion per cui sono in grado di produrre un rapido ed importante effetto analgesico. Tuttavia, è bene ricordare che si tratta di farmaci potenti, da utilizzare sotto stretta supervisione del medico e solamente in caso di dolori intensi e persistenti.
Sottolineiamo, inoltre, che i medicinali menzionati hanno un’azione temporanea. Vanno, dunque, accompagnati sia ad un adeguato periodo di riposo, sia ad altri accorgimenti e/o trattamenti mirati (es.
fisioterapia).