Analizziamo dunque le caratteristiche dell'una e dell'altra e cerchiamo di capire le differenti implicazioni.
Immunità innata
L'immunità innata, chiamata anche con il nome di immunità aspecifica, è una tipologia di immunità che serve per proteggere l'organismo da determinate patologie. Questa condizione non si acquisisce nel tempo, ma è presente sin dalla nascita di un soggetto. Per capire meglio il concetto, occorre pensare all'immunità innata come alla prima linea di un esercito, pronta per difendere il corpo da malattie o patologie. Difatti, tale immunità è stata perfezionata nel tempo, a causa dei processi evolutivi in continuo mutamento nell'uomo.
Questa speciale immunità, che viene definita anche immunità naturale o ereditaria, perché viene acquisita automaticamente al momento della nascita. Questa immunità è composta da diversi elementi, come i linfociti NK, conosciuti anche come Natural Killer, basofili, mastociti e cellule dendritiche. Gli elementi appena menzionati funzionano in modo diverso tra loro, ma hanno tutti il compito di eliminare gli agenti patogeni pericolosi per l'organismo. È interessante notare come questa immunità sia presente in diversi organismi, non solo negli esseri umani, ma anche in insetti o piante.
Nel dettaglio quindi, a cosa serve l'immunità aspecifica o innata? Ebbene, per coloro che non hanno ancora sviluppato un sistema immunitario completo, questo meccanismo serve per poter difendersi da batteri o virus. Inoltre, l'immunità ereditaria serve anche per eliminare agenti patogeni qualora si dovessero presentare risposte immunitarie specifiche. Allo stesso tempo, questa immunità protegge anche da eventuali infezioni che possono verificarsi nel corpo umano.
Immunità acquisita
Contrapposta all'immunità innata c'è l'immunità acquisita. Questa immunità rappresenta la seconda linea di difesa dell'immaginario esercito a protezione dell'organismo. Ci si può rivolgere a questa tipologia anche con il nome di immunità specifica o adattativa. Al contrario dell'immunità innata, quella acquisita compare solo nei vertebrati.
Tale immunità può essere acquisita in tre modi diversi:
- Naturale e attiva: in questo caso, il sistema immunitario conserva alcune informazioni inerenti alle malattie che ha contratto in precedenza e produce anticorpi basati sul "ricordo" della prima infezione. Quando ciò avviene, è possibile definire questa tipologia come immunità acquisita naturale attiva.
- Naturale ma passiva: questa immunità si ottiene quando si possiedono anticorpi preformati di origine materna. Solitamente, tale immunità viene sviluppata dai neonati e trasmessa dalla loro madre, non a caso viene definita in ambito medico come immunità del neonato.
- Artificiale: questa immunità viene acquisita in modo artificiale, dunque non naturale. Può avvenire attraverso la somministrazione di vaccini o sieri. In questo caso, si parla di immunità artificiale acquisita.
L'immunità acquisita si occupa di attivare i linfociti B e T, elementi che sono capaci di eliminare eventuali minacce per l'organismo. Nel dettaglio, i linfociti B si occupano di creare anticorpi mentre i linfociti T utilizzano molecole infiammatorie come le citochine.
È importante sapere che l'immunità acquisita non sostituisce l'immunità innata. Anzi, queste due difese dell'organismo collaborano tra di loro, attivandosi e completandosi per proteggere il corpo umano da minacce virali e agenti estranei.