Dopo aver analizzato le cause della gotta e i sintomi che la contraddistinguono, è il momento di prendere in considerazione i possibili rimedi - sia naturali che farmacologici - disponibili ai giorni nostri. Quali sono le soluzioni più efficaci?
Uricemia alta: cosa mangiare per guarire più in fretta
Partiamo, innanzitutto, dall’alimentazione che, specie in soggetti particolarmente predisposti, può giocare un ruolo tutt’altro che marginale nell’insorgenza della malattia, nonché nella sua evoluzione. Seguire una dieta il più possibile bilanciata (ricca di frutta e verdura e, al contempo, povera di grassi) è di certo importante, ma non sufficiente.
Difatti, per tenere sotto controllo la produzione di acido urico, è necessario limitare il consumo di cibi che contengono purine, in modo tale da regolarne il metabolismo.
Classifichiamo, quindi, i diversi alimenti in base alla concentrazione di purine:
- Alimenti ad alto contenuto di purine → Fegato, cervello, rognone, selvaggina, estratto di carne, alici, acciughe, sardine, sgombri, aringhe, cozze, animelle.
- Alimenti a medio contenuto di purine → Carni bianche e rosse, pesce (ad eccezione delle tipologie già citate nel punto precedente), crostacei, salumi ed insaccati, legumi, asparagi, spinaci, cavolfiori, funghi, arachidi, prodotti integrali.
- Alimenti a basso contenuto di purine → Latte e latticini, uova, verdure e ortaggi (tranne quelli menzionati qui sopra), frutta, pasta e cereali non integrali.
Stile di vita ed esercizio fisico
È innegabile che una dieta adeguata sia essenziale per la prevenzione ed il trattamento della gotta e dei suoi sintomi più invalidanti. È altrettanto vero, però, che non basta rinunciare ai cibi ad alto contenuto di purine e limitare quelli posti a metà classifica, soprattutto quando l’origine della malattia è legata anche ad altri fattori.
Occorre, pertanto, una modifica radicale del proprio stile di vita, da effettuarsi in modo graduale, sotto la guida attenta del medico di base e di uno specialista in reumatologia, meglio ancora se affiancati da altre figure (tra cui, appunto, quella del dietologo).
Ecco, quindi, alcuni suggerimenti da tenere a mente:
- introdurre giornalmente nell’organismo una quantità sufficiente di acqua, allo scopo di prevenire la formazione di calcoli renali;
- eliminare le bevande alcoliche (in particolare birra e liquori ad alta gradazione);
- ridurre il consumo di fruttosio (uno zucchero presente soprattutto in alcune tipologie di frutta, tra cui banane, cachi, fichi e uva, ed in vari dolcificanti utilizzati per la produzione di dolci, marmellate, sciroppi e bibite edulcorate)
- eliminare o ridurre fortemente alimenti ad alto contenuto di grassi (ossia fritture, salumi, insaccati, formaggi molli e tuorli d’uovo, nonché varietà di frutta quali avocado, cocco, ecc.).
Come curare la gotta e i suoi sintomi
I trattamenti adottati per la cura della gotta contribuiscono, da un lato, a ridurre i sintomi derivanti dagli attacchi infiammatori acuti e, dall’altro, a normalizzare la produzione di acido urico ed a migliorare la funzionalità dei reni.
Per prima cosa, occorre innanzitutto immobilizzare l’area interessata e mantenerla a riposo, ricorrendo anche all’applicazione di ghiaccio per attenuare dolore, gonfiore, arrossamento e sensazione di calore a livello locale. Come terapie farmacologiche, si utilizzano i classici FANS (antinfiammatori non steroidei) o, in alternativa e con particolare cautela per via degli effetti collaterali, la colchicina (un composto dotato di proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, che favorisce l’espulsione dell’acido urico).
Inoltre, per combattere l’iperuricemia, sono consigliati medicinali inibitori della sintesi di acido urico (allopurinolo) ed uricosurici (probenecid o sulfinpirazone), ovvero che ne favoriscono l’espulsione, da assumere solo al termine dell’attacco infiammatorio acuto.