La diagnosi dell’herpes simplex inizia solitamente con una visita medica specialistica, che può variare in base alla localizzazione delle lesioni. A seconda delle aree colpite, è il proprio medico curante che può indirizzare il paziente a uno specialista appropriato, come un dermatologo, un ginecologo, un otorinolaringoiatra o un oculista.
Durante la visita, ci si concentra principalmente sull’osservazione delle vescicole caratteristiche e sulla raccolta di informazioni dettagliate riguardanti la storia clinica del paziente, incluse la valutazione di eventuali episodi precedenti di herpes, la presenza di sintomi recenti e i fattori di rischio associati.
In molti casi, l’esame clinico è sufficiente per confermare la diagnosi. Tuttavia, per ulteriore garanzia, lo specialista può scegliere di richiedere degli esami diagnostici aggiuntivi, come:
- Test PCR (Polymerase Chain Reaction): rileva il DNA virale per confermare la presenza dell’herpes simplex anche quando le lesioni non sono più visibili.
- Virus coltura: consiste nel prelevare un campione di fluido dalle vescicole per coltivare e identificare il virus. Meglio se eseguita durante il periodo attivo.
- Test sierologico: identifica anticorpi specifici che si attivano contro il virus dell’herpes simplex se è nel sangue.
Ma come curare l’herpes? Ad oggi non esiste una cura definitiva per l’herpes simplex e i trattamenti mirano a gestire i sintomi e a ridurre la frequenza delle recidive.
Tra le opzioni terapeutiche, i principali trattamenti includono:
- Farmaci antivirali, il trattamento di prima linea contro l’herpes simplex. Essi possono essere somministrati per via orale, topica o endovenosa, a seconda della gravità e della localizzazione dell’infezione. Tra i farmaci più utilizzati ci sono:
- Aciclovir;
- Famciclovir;
- Valaciclovir;
- Penciclovir;
- Idoxuridina;
- Foscarnet;
- Trifluridina.
- Trattamenti complementari, questi possono essere impiegati per alleviare i sintomi e prevenire eventuali complicazioni:
- Antibiotici: per trattare eventuali infezioni batteriche secondarie associate alle vescicole.
- Anestetici locali: per alleviare dolore e bruciore.
- Cloruro di alluminio: per alleviare fastidio e prurito associati alle lesioni.
- Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per uso topico: per diminuire l’infiammazione.
- Creme cicatrizzanti e idratanti: per promuovere la guarigione delle lesioni e alleviare bruciore e irritazione.
Tutti questi trattamenti, sebbene efficaci, richiedono tempo per mostrare risultati tangibili.
Anche una dieta equilibrata, ricca di vitamine, minerali e grassi essenziali omega-3, può supportare il sistema immunitario e ridurre l’infiammazione, contribuendo a una migliore gestione dell’infezione e coadiuvando le terapie.
Alcuni rimedi casalinghi, infine, possono offrire un sollievo aggiuntivo, ma devono essere utilizzati con cautela e sempre sotto la supervisione di un medico. Ad esempio, l’applicazione di ghiaccio sulla zona colpita può aiutare a ridurre il gonfiore e alleviare il disagio. L’aloe vera è un altro rimedio della nonna contro l’herpes simplex spesso utilizzato per le sue proprietà lenitive, e può essere applicata delicatamente sulla pelle per calmare l’irritazione. Anche il bicarbonato di sodio o l’amido di mais possono essere utili per asciugare le vescicole, riducendo così il rischio di ulteriore irritazione.