Ci sono donne che rimangono incinte subito, anche al primo tentativo, ma si tratta di una minoranza. Per la maggior parte, in età fertile, è necessario mediamente circa un anno. Ovviamente sulla fertilità della donna influiscono diversi fattori, principalmente l'età anagrafica, ma ci sono anche piccoli segnali, apparentemente insignificanti che, se individuati, possono aiutare a fare chiarezza e risolvere il problema che, spesso, è per fortuna solo temporaneo. Prima della gravidanza è fondamentale quindi una visita ginecologica che già può evidenziare alcuni disturbi da risolvere: essa prevede un’accurata raccolta della storia familiare e clinica con un attento esame obiettivo generale e dei genitali.
Se il problema persiste è necessario pensare a una specifica visita per l’infertilità.
Le principali cause dell’infertilità nella donna sono rappresentate dal deterioramento degli ovociti dovuto all’età, disfunzioni ormonali, infiammazioni e malattie dell’apparato riproduttivo.
Uno dei principali fattori dell’infertilità femminile è sicuramente l’età alla quale si sceglie di cercare la prima gravidanza. Dal punto di vista fisiologico, il periodo migliore rimanere incinta è infatti tra i 20 e i 25 anni. Passata questa fase, la fertilità comincia gradualmente a ridursi, subendo un considerevole calo dopo i 35 anni, e riducendosi moltissimo dopo i 40. Questo perché il numero di ovociti di una donna è fisso, geneticamente determinato. Con gli anni questa riserva naturalmente si riduce, cosicché il numero di ovociti nei follicoli a 40 anni è inferiore a quello che si ha a 25. Non solo, con il passare degli anni, gli ovociti invecchiano.
Un problema importante per la fertilità è rappresentato anche dalle infezioni provocate dalle malattie a trasmissione sessuale: tra le principali ricordiamo la più diffusa, la chlamydia, responsabile di circa il 50% delle infiammazioni pelviche.
Ma la causa più frequente dell’infertilità femminile è l’endometriosi. Si tratta della presenza di endometrio (il tessuto che riveste la superficie interna dell’utero) al di fuori della cavità uterina. La presenza di questo tessuto al di fuori della sua sede naturale (nelle donne sane viene espulso ogni mese con le mestruazioni) genera un'infiammazione cronica degli organi su cui è cresciuto, e può impedirne il corretto funzionamento. Il sintomo più comune è il dolore per esempio prima, dopo o durante le mestruazioni, oppure durante l’ovulazione o i rapporti sessuali. Una diagnosi tempestiva è importante per poter stabilire la corretta terapia.
Un altro possibile fattore di infertilità è la sindrome dell’ovaio policistico: questa determina seri disturbi dell’ovulazione: i cicli si verificano senza produzione di ovociti, e le mestruazioni sono molto irregolari o del tutto assenti, condizione per cui il concepimento è impossibile.
Anche alcuni farmaci, in particolare i chemioterapici ma anche farmaci da banco come gli antinfiammatori non steroidei possono essere annoverati come cause di infertilità femminile perché possono interferire con l’ovulazione.
Il fumo, l’obesità e anche l’eccessiva magrezza sono altre possibili cause o concause di infertilità, sia femminile che maschile.