La comunità scientifica internazionale ritiene che
i valori ottimali, per un individuo adulto a riposo, siano pari a 120 per la pressione sistolica (o massima) e ad 80 per la pressione diastolica (o minima).
Secondo le nuove linee guida europee, il valore ideale della pressione massima dovrebbe essere inferiore a 129 mmHg. Si parla invece di pre-ipertensione quando la pressione massima è compresa tra 130 e 139 mmHg e la minima tra 80 e 89 mmHg. Queste indicazioni mirano a favorire interventi tempestivi per prevenire lo sviluppo di gravi patologie cardiovascolari.
Va da sé che, più ci si allontana da questo range, più il quadro clinico diventa preoccupante. Specialmente se l’alterazione permane nel tempo.
Di seguito riportiamo invece la tabella di riferimento fin qui usata in Italia e nel mondo:
Valori max./min. Esito
< 50/33 mmHg Pressione bassa pericolosa
< 60/40 mmHg Pressione bassa grave
< 90/60 mmHg Pressione bassa (ipotensione)
= 120/80 mmHg Pressione ottimale
< 130/85 mmHg Pressione accettabile
< 140/90 mmHg Pre-ipertensione
< 160/100 mmHg Pressione alta (ipertensione stadio 1)
> 160/100 mmHg Pressione alta grave (ipertensione stadio 2)
Pertanto, secondo questa tabella, un soggetto è affetto da ipertensione - o, più comunemente, pressione alta - quando i valori della pressione massima (sistolica) e della pressione minima (diastolica) superano rispettivamente 140 mmHg e 90 mmHg in maniera costante.
Sulla base di questo principio, la domanda che molti si pongono è la seguente: se uno o entrambi i valori della pressione arteriosa sono pari (o superiori) a 140/90, mi devo preoccupare? Ebbene, la risposta è: «sì».