Riconoscere tempestivamente l’infezione da streptococco, prestando attenzione ai sintomi (anche se lievi), è fondamentale per iniziare prima possibile il percorso di cure e, quindi, ridurre il pericolo di complicazioni sia nei bambini, che in altri soggetti a rischio (es. anziani, pazienti immunodepressi o con comorbidità, ecc.).
Esistono vari metodi per rilevare la presenza del batterio ed individuare il ceppo di appartenenza: dal tampone naso-faringeo, utile in caso di infezione alle vie respiratorie, alle analisi del sangue, con cui è possibile ricercare anticorpi specifici.
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Test Anticorpi Streptococco
Nel caso della faringite, spesso non è necessario alcun trattamento farmacologico, poiché la malattia regredisce da sé nel giro di 10-15 giorni. Tuttavia, il medico può prescrivere una terapia antibiotica (solitamente amoxicillina o penicillina per via orale per 10 giorni, talvolta sostituite da un’iniezione di benzatina a lunga durata) per ridurre la durata dei sintomi nei bambini, per evitare che l’infezione possa espandersi fino all’orecchio medio, ai seni paranasali e all’osso mastoideo e per prevenire la febbre reumatica negli adulti.
I pazienti allergici alla penicillina possono optare per eritromicina, claritromicina o clindamicina per via orale per dieci giorni o azitromicina per cinque giorni.
L’utilizzo di antibiotici, inoltre, permette di bloccare la trasmissione degli streptococchi del gruppo A dopo 24 ore dalla prima somministrazione.
Quando lo streptococco attacca la cute, bisogna provvedere anche al drenaggio e all’igiene della ferita (o dell’area soggetta ad infezione). Nei casi più gravi si rende necessario l’intervento chirurgico per rimuovere i tessuti interessati.