I metodi più “chiacchierati” ma anche più pericolosi per ammorbidire il tartaro e cercare di raschiarlo via, senza ricorrere all’aiuto di un odontoiatra, sono principalmente due:
- lavaggio con spazzolino, bicarbonato di sodio e un pizzico di sale grosso, seguito da risciacquo con abbondante acqua tiepida;
- scrub naturale con un mix di frutta e/o semi di sesamo, da applicare sulla superficie dei denti in prossimità delle macchie scure.
Nonostante in Rete vi siano varie testimonianze a favore di questi “trattamenti casalinghi”, è bene tenere a mente che la loro efficacia contro il tartaro non è affatto dimostrata. Al contrario, la maggioranza degli esperti concorda sulla pericolosità dei rimedi fai-da-te, adducendo in tal senso diverse motivazioni.
Innanzitutto, nel tentativo di raschiare il tartaro con bicarbonato, sale o altri composti, vi è un’alta probabilità di danneggiare lo smalto – ovvero lo strato esterno che protegge il dente sia dalle infezioni che dal contatto con cibi e bevande troppo caldi o freddi – e/o il tessuto gengivale, che potrebbe quindi infiammarsi. I rischi aumentano con l’uso di strumenti manuali: è sufficiente un gesto maldestro per provocare lesioni a guance, labbra, palato, ecc..
In conclusione, possiamo affermare che non vale assolutamente la pena di mettere a repentaglio la salute dei denti e della bocca con metodi privi di ogni supporto scientifico. Al contrario, è necessario sottoporsi con regolarità (almeno una o due volte all’anno) sia alle visite di controllo, sia alle sedute di igiene orale per l’ablazione del tartaro, al fine di prevenire – o, per lo meno, individuare e curare per tempo – eventuali infezioni, come carie e gengiviti.
Se vuoi prenotare una seduta di igiene orale vicino a te CLICCA SU
Prenota Pulizia dei denti