La terapia farmacologica con testosterone rappresenta dunque un punto d’arrivo il cui scopo è contrastare gli effetti dell’ipogonadismo: non è da intendersi come un modo di invertire gli effetti naturali del tempo sull’organismo maschile, né come un sostituto di un corretto stile di vita utile per il mantenimento dell’equilibrio psicofisico.
Esistono infatti altri modi per tenere sotto controllo i livelli di testosterone, in un individuo che non presenta altre comorbidità.
Alimentazione e rimedi naturali
Il primo modo per mantenere una regolare produzione di testosterone è il mantenimento di un’alimentazione sana ed equilibrata: ridurre l’assunzione di alimenti ad alto indice glicemico, oltre ai benefici di ordine generale sulla salute aiuta a ridurre la conversione del testosterone in estrogeni attraverso l’enzima aromatasi. Altrettanto importante è l’attività fisica, capace di stimolare sia direttamente che fisiologicamente la produzione di testosterone.
Gli alimenti ricchi di magnesio, come la frutta secca, alcuni tipi di pesce, legumi e latte vaccino, interagiscono inoltre con la produzione di testosterone incrementandola. Anche la vitamina D, i cui recettori sono presenti proprio nei tessuti dell’apparato riproduttivo in cui si produce il testosterone, risulta utile allo scopo di aumentarne i livelli: conviene dunque integrare nella propria dieta alimenti come i pesci grassi e il tuorlo d’uovo, oltre a esporsi regolarmente al sole con le dovute protezioni.
Non possono mancare infine gli antiossidanti contenuti in alimenti come la frutta e la verdura, micronutrienti fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio cellulare.
Rimedi farmacologici
La terapia farmacologica si prescrive invece, come già anticipato, nel caso in cui i livelli bassi di testosterone siano associati ad altri sintomi e complicazioni dal punto di vista della qualità della vita dovute ad acuto e accertato ipogonadismo.
Non si attua in alcun caso la terapia farmacologica nel caso di soggetti con livelli ormonali nella norma, come stabilito dalle linee guida della Società di Endocrinologia statunitense seguite dalla comunità medica internazionale.
Il testosterone può essere somministrato attraverso diversi tipi di terapia farmacologica:
- Iniezione: il metodo più accessibile, ma che vincola il paziente a iniezioni cicliche e livelli di testosterone altalenanti;
- Terapia orale: garantiscono un dosaggio più flessibile e autonomo, ma subiscono l’influenza di fegato e reni nel metabolismo ormonale del testosterone;
- Cerotto: questa formulazione topica permette di mantenere un livello uniforme di testosterone nel corpo, ma presenta un elevato rischio di irritazione;
- Gel topico: la soluzione più innovativa per la somministrazione di testosterone prevede l’applicazione del gel sulla parte alta delle braccia una volta al giorno, con assorbimento rapido e senza inconvenienti pratici.
Prima di procedere all’inizio della terapia ormonale, sarà di competenza del medico curante verificare eventuali controindicazioni e valutare il rapporto tra i benefici e gli effetti collaterali. I principali effetti collaterali includono l’aumento del volume della prostata, la formazione di trombi dovuta all’aumento dell’emoglobina e dell’ematocrito nel sangue, l’insorgenza di apnee notturne e la ritenzione idrica.